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Il fucile subacqueo

17/12/2021

L'attrezzo da pesca utilizzato per catturare la preda viene comunemente definito "fucile subacqueo", ma in realtà non ha nulla a che vedere con le armi da fuoco se non nella forma, somigliando nella funzione piuttosto ad una balestra o ad un arco, sono essi, infatti, strumenti di cattura.

Ne esistono tre tipologie: l'arbalete (fucile ad elastici) noto per la sua precisione e silenziosità in fase di tiro, infatti questo fucile è capace di tiri di notevole velocità, ma si punta soprattutto alla precisione nel colpire i punti vitali del pesce (appena sotto le branchie) ciò consente di effettuare la cattura senza enorme dispendio di energia, questo quando avremo a che fare con pesci di dimensioni elevate, che le trafigge con veloci ed acuminate aste dal diametro variabile dagli usuali 6/6,5 mm nei casi maggiori 7 mm. Tuttavia pur essendo il fucile più usato dagli apneisti presenta però alcuni inconvenienti, quali la ridotta mobilità in acqua date le sue notevoli dimensioni (lunghezza circa 100 e più centimetri). Poi abbiamo il fucile pneumatico che sfrutta la velocità di espansione dell'aria compressa contenuta al suo interno per lanciare un'asta di acciaio dal diametro di 7/8 mm verso il bersaglio, meno preciso è più rumoroso dell'arbalete assicura un impatto violentissimo in caso di cattura, infatti esso è preferito dai pescatori che amano le discese a grandi profondità dove è più facile incontrare il "grosso pelagico" (tonno, ricciola). Entrambi i due tipi citati sono stati preceduti dallo storico fucile a molla elicoidale, ormai finito in disuso esso funziona grazie a una molla in acciaio montata all'interno del fusto del fucile, tecnicamente obsoleto non viene più utilizzato per il suo eccessivo ingombro e l'estrema lentezza del dardo. L'impiego di un'asta di diametro superiore per via del peso eccessivo determinerebbe una notevole perdita di velocità; per catturare il pesce utilizzando come mezzo di propulsione l'aria compressa o degli elastici in lattice (arbalete). La gittata massima è di 4-5 metri nei modelli più lunghi, ma a tale distanza il tiro è già molto debole e rischia di non trapassare il pesce che ferito scapperà via, perciò si preferisce tentare il tiro a distanza più ravvicinata in modo da indebolire già il pesce sul colpo e tentare una cattura meno complessa.

Ogni fucile dispone di un' asta collegata tramite una sagola, a seconda della profondità cui si opera e al tipo di pesci cui si spara molti pescatori usano montare un mulinello situato appena sotto il fusto, questo consente in caso di cattura di grossi "pezzi" di lasciare che il pesce porti via metri e metri di sagola, con il tentativo di stancarlo dalla superficie ed effettuare quindi un recupero meno faticoso. Il pescatore apneista dispone di un' unica possibilità di tiro per ogni immersione ed un eventuale errore determina quasi sempre la fuga del pesce e l'impossibilità di ritentare immediatamente il tiro. Tutto questo fa scaturire nel pescatore una irrefrenabile voglia di "misurarsi" con la preda mediante un unico colpo che determina la vita o la morte.

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